lunedì 6 ottobre 2014

Sarà mica matematica 30

Ricominciare, si è detto. Ricominciamo, dunque.

È giunta l’ora della nuova puntata di sarà mica mate (la trentesima, nientepopodimeno!): due quesiti freschi freschi. 
Pronti? Via.

Il primo
È un quesito numerico, pensato soprattutto per i nuovi primini (benvenuti!), i quali sono alle prese con le espressioni. Che il gioco sia utile anche per tutti gli altri è un fatto e non dovrei nemmeno stare a dirlo.

Proviamo a stravolgere un po’ il “gioco” delle espressioni. Chissà che ci aiuti a capirne meglio qualche meccanismo.
Io, ad esempio, ho provato a prendere un'espressione (non è sul libro di testo di quest’anno, quindi non provate a cercarla lì). L’ho presa e ho tolto tutti i segni di operazione (c’erano solo + e - ). Poi ho tolto anche tutte le parentesi.
Ne è venuto fuori un elenco di numeri. Eccolo:

 18   12   18   16   1   4   23   7   11

Lo scopo del gioco è ricostruire un'espressione con questa sequenza di numeri (vietato cambiarne l'ordine), aggiungendo le operazioni di + e - (vietato usare altre operazioni) e le parentesi (solo quelle necessarie).
Il risultato dell'espressione deve essere 0 (ZERO).

Una soluzione valida c’è di sicuro. Prometto un premio speciale a chi ne trova più di una (forse c’è, forse no).

Il secondo 
È un quesito geometrico. Si tratta di osservare bene la figura qui sotto.
Il quadrato ABCD ha lato 1 cm.
Quanto misura l'area del parallelogramma BEFD?

 

Non dovrebbe servire dire altro ma voglio fare una precisazione: per trovare la soluzione non è necessario conoscere grandi formule matematiche, anzi, quasi nessuna. Secondini e terzini hanno tutte le conoscenze necessarie, anzi, di più. I primini potrebbero essere un po' più in difficoltà ma ho sondato la situazione in classe e anche loro sanno quel che c'è da sapere.
A questo punto resta solo da guardare e pensare e provare.


Buon divertimento a tutti, ne riparliamo dopo lunedì 20 ottobre, che è la data ultima per inviare le soluzioni.



giovedì 11 settembre 2014

Per ricominciare


Stamattina la scuola è tornata a riempirsi di voci e volti e saluti. Sempre gli stessi, sempre nuovi. Un vocio quasi timido, quasi delicato.
“È ora di ricominciare”, dicevano quei visi e quei sorrisi. La piccola emozione di un nuovo inizio, uno dei veri privilegi di cui può godere un insegnante.
Dicevano anche, quei visi e quei sorrisi: “Davide, guardati, hai un anno in più. Noi abbiamo sempre la stessa età. Forse è bene che tu cominci a pensarci su”.
Ma oggi preferisco concentrarmi sull'idea di nuovo inizio. Si ricomincia, questo è il punto, ed è ora di riprendere le attività anche qui sul blog.

Come è ormai tradizione, voglio iniziare l’anno scolastico con una poesia.
D’accordo, forse il termine tradizione è un po’ eccessivo. Ma già una volta una poesia aveva segnato un nuovo inizio, su questo blog. Non sarà proprio una tradizione ma, insomma, siamo sulla buona strada.

Stavolta ho deciso di scegliere unopera di Gary Snyder, autore americano al quale sono affezionato. Non è detto che siano versifacili e non è detto che sia chiaro il collegamento con la scuola e linizio di un nuovo anno scolastico. Eppure io lo vedo distintamente. Ho rimuginato un po sullopportunità di tentare un commento, una qualche interpretazione. Alla fine ho deciso che è meglio di no, meglio lasciare che i versi facciano da soli il loro lavoro.

Ecco la poesia, dunque. Vuole essere un augurio per lanno scolastico ma, naturalmente, inevitabilmente, è anche molto di più.



Gary Snyder (fonte dell’immagine)

For The Children 

The rising hills, the slopes,
of statistics
lie before us.
the steep climb
of everything, going up,
up, as we all
go down.

In the next century
or the one beyond that,
they say,
are valleys, pastures,
we can meet there in peace
if we make it.

To climb these coming crests
one word to you, to
you and your children:

stay together
learn the flowers
go light


Per i bambini

Le colline in salita, i pendii,
dei dati statistici
sono davanti a noi.
la ripida ascesa
di ogni cosa, va su,
sempre più su, mentre tutti noi
andiamo giù.

Nel prossimo secolo
o in quello dopo ancora,
dicono,
ci saranno vallate, pascoli,
dove potremo incontrarci, in pace,
se ce la facciamo.

Per scalare queste future creste
due parole a voi, a
voi e ai vostri bambini:

restate uniti
studiate i fiori
viaggiate leggeri 


Gary Snyder
Da L’isola della tartaruga (Turtle Island), 1974
Traduzione di Chiara D’Ottavi